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Cartelle esattoriali: nuova stretta sui recuperi grazie ai dati delle fatture elettroniche

04.02.2026 11:39


La riscossione si prepara a cambiare passo. Con l’ultima legge di Bilancio, l’amministrazione finanziaria potrà utilizzare in modo sistematico il vastissimo patrimonio informativo delle fatture elettroniche – circa 2,5 miliardi di documenti – per rendere più efficaci i pignoramenti presso terzi e contrastare i mancati pagamenti delle cartelle.

Si tratta di un intervento che punta a giocare d’anticipo: individuare tempestivamente i crediti commerciali che i contribuenti morosi vantano verso clienti e committenti, così da bloccare i relativi incassi prima che vengano riscossi.

 

Un nuovo flusso informativo semestrale

Il meccanismo, che sarà definito da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, prevede che l’Agenzia metta a disposizione dell’agente della riscossione un pacchetto di dati aggiornato ogni sei mesi. Le informazioni riguarderanno:

  • i corrispettivi delle fatture elettroniche emesse nel semestre precedente dai contribuenti iscritti a ruolo;

  • i dati dei coobbligati, quando riferiti allo stesso debitore e allo stesso committente.

Si tratta di un’estensione significativa rispetto all’attuale utilizzo dei dati della fatturazione elettronica, finora riservato principalmente a Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Dogane per finalità di controllo e analisi del rischio.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: intercettare i crediti commerciali dei debitori e procedere con pignoramenti mirati, evitando attività ispettive generiche o “a strascico”.

 

Perché il nuovo sistema è così rilevante

La base dati della fattura elettronica è estremamente capillare:

  • 55% operazioni B2B

  • 44% operazioni B2C

  • 1% operazioni verso la PA

Una mappatura così ampia consente alla riscossione di individuare con precisione dove si trovano i flussi finanziari in entrata dei contribuenti morosi, aumentando la probabilità di recupero.

 

Pignoramenti più efficaci: le stime

Nel 2024 sono stati effettuati circa 600.000 pignoramenti presso terzi, con un recupero complessivo di 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, solo il 22,3% delle procedure ha prodotto un risultato utile.

Secondo la relazione tecnica alla manovra, l’accesso ai dati delle fatture potrebbe raddoppiare l’efficacia, portandola al 44,6%. La stima è prudenziale e si basa sull’ipotesi che il miglioramento riguardi almeno il 10% dei pignoramenti eseguiti.

A regime – quindi dal 2027, dopo la fase di rodaggio – l’impatto atteso è di circa 140 milioni di euro l’anno, così ripartiti:

  • 80 milioni per tributi erariali (Irpef, Ires, ecc.)

  • 40 milioni per contributi previdenziali

  • 20 milioni per crediti di altri enti

 

Il ruolo centrale dell’analisi del rischio

Il nuovo flusso informativo consentirà alla riscossione di sviluppare modelli di analisi del rischio più accurati, capaci di individuare:

  • i debitori con maggiori probabilità di incassare crediti commerciali;

  • i soggetti con comportamenti potenzialmente fraudolenti;

  • le situazioni in cui il pignoramento presso terzi può essere realmente efficace.

Si tratta di una misura già suggerita dalla commissione ministeriale incaricata di analizzare il “magazzino” della riscossione, che da anni segnala la necessità di strumenti più incisivi per aggredire i crediti commerciali dei debitori.

A differenza della proposta – politicamente più delicata – di utilizzare la Superanagrafe dei conti correnti, il legislatore ha scelto una strada più sostenibile e immediatamente operativa.

 

Conclusioni

L’integrazione dei dati della fatturazione elettronica nei processi di riscossione rappresenta una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni. L’obiettivo è duplice:

  • aumentare l’efficacia dei pignoramenti, riducendo gli interventi infruttuosi;

  • contrastare l’evasione da riscossione, cioè il mancato pagamento di debiti già accertati.

Se le stime saranno confermate, dal 2027 il sistema potrà garantire un recupero aggiuntivo stabile e significativo, rafforzando la capacità dello Stato di incassare quanto dovuto.

 Staff di Redazione Palmeristudi                 

    (riproduzione©riservata)

 

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