Palmeri-Studi...insieme facciamo crescere la tua azienda


Impignorabilità dei conti correnti: il Parlamento “scopre” ciò che la legge dice da anni. E AdER continua a ignorarlo.

18.06.2026 11:47

Impignorabilità dei conti correnti: il Parlamento “scopre” ciò che la legge dice da anni. E AdER continua a ignorarlo.

Le due pagine di Italia Oggi del 18 giugno riportano una notizia reale: la Camera ha approvato un ordine del giorno che “impegna il Governo” a garantire che i conti correnti dei contribuenti in regola con rottamazioni e rateizzazioni non siano pignorabili.

Il problema non è il giornale. Il problema è chi ha scritto, promosso e votato quell’ordine del giorno: un legislatore che festeggia come una conquista ciò che è già scolpito nella legge da anni.

La buffonata istituzionale: il Parlamento ribadisce ciò che già esiste

Nel mio articolo del 16 giugno ho spiegato che tutte le rottamazioni, dalla prima fino alla “quinques”, prevedono già la sospensione delle procedure esecutive e quindi l’impignorabilità dei conti correnti per i contribuenti in regola.

Ecco le norme — quelle vere, quelle già vigenti — che i nostri illuminati rappresentanti hanno “scoperto” solo ora:

1. Rottamazione-ter (DL 119/2018, art. 3, comma 10)

Stabilisce che, dalla presentazione della domanda e per tutta la durata del piano, sono sospese le azioni esecutive, compresi pignoramenti e fermi.

2. Rottamazione-quater (Legge 197/2022, art. 1, commi 231–252)

Ribadisce lo stesso principio:

  • presentata la domanda,

  • accettata la definizione,

  • pagate le rate,

AdER non può avviare né proseguire pignoramenti.

3. Rottamazione-quinques (DL 39/2024, art. 1 e seguenti)

La più recente, ma identica nella sostanza: chi è in regola con i pagamenti non può subire azioni esecutive, punto.

4. Rateizzazioni ordinarie (DPR 602/1973, art. 19, comma 3)

La norma madre: se la rateizzazione è attiva e regolare, le procedure esecutive sono sospese.

Insomma: l’impignorabilità non è una novità. È la legge. Da anni.

Eppure Parlamento, Governo e promotori dell’ordine del giorno si comportano come se avessero appena inventato la tutela del contribuente.

Il vero problema: AdER ignora le norme, e il legislatore ignora di ignorarle

La scena è questa:

  • il legislatore non conosce le leggi che ha già approvato,

  • AdER non applica le leggi che dovrebbe applicare,

  • e quando il Parlamento se ne accorge, invece di chiedere conto degli abusi, scrive un ordine del giorno per ribadire ciò che è già obbligatorio.

È come se un medico prescrivesse “respirare almeno una volta al giorno”. Grazie, dottore.

AdER: l’ente che vive fuori dalla legge

Mentre deputati e ministri si autocelebrano, AdER continua a:

  • pignorare conti correnti di contribuenti perfettamente in regola,

  • ignorare sospensioni, rottamazioni, rateizzazioni,

  • bloccare liquidità vitale per imprese e famiglie,

  • agire in automatico senza verifiche, senza giudice, senza responsabilità.

E quando sbaglia? Non paga. Mai.

Il contribuente invece sì: subisce danni immediati, irreversibili, spesso devastanti.

Il legislatore che non conosce le sue stesse leggi

Il Parlamento approva un ordine del giorno per “tutelare” ciò che è già tutelato. I ministri applaudono. I promotori si intestano una vittoria.

Ma la verità è semplice e imbarazzante:

  • non conoscono le norme vigenti,

  • non sanno cosa hanno già votato,

  • non comprendono la disciplina delle rottamazioni,

  • e non hanno idea di come AdER operi nella realtà.

È un livello di incompetenza che non richiede satira: si commenta da solo.

Conclusione: mentre la politica gioca a fare finta, AdER continua a fare danni veri

Il Parlamento ribadisce l’ovvio. Il Governo applaude. I promotori dell’ordine del giorno si fanno belli.

Nel frattempo:

  • AdER continua a pignorare ciò che non può pignorare,

  • i contribuenti continuano a subire abusi,

  • le imprese continuano a soffocare,

  • e la legalità resta un concetto teorico.

E allora sì, come ho scritto il 16 giugno: qui non siamo più nel campo fiscale. Siamo nel campo della sicurezza pubblica.

Finché chi legifera non conosce le leggi, e chi deve applicarle le ignora, non c’è ordine del giorno che possa salvarci.

  Dr. Luciano PALMERI

(riproduzione©riservata)

—————

Indietro